Fine della speculazione a Singapore

Secondo il Business Times, Singapore ha registrato un calo superiore al 30% nelle vendite di investimenti immobiliari e acquisizioni immobiliari di valore superiore ai 10 milioni di dollari nel primo trimestre 2017.

Ciò è dovuto alla vendita in massa di unità avvenuta soprattutto da parte di promoter immobiliari stranieri, il cui mercato vale circa 2,8 miliardi di dollari

Lo stesso sarebbe accaduto con l’entrata in vigore di una nuova tassa (ACD), che di fatto riduce del 18% il beneficio dell’investimento per gli investitori internazionali. E di conseguenza i rendimenti.

In aggiunta, l’indebolita economia interna non aiuta certo il mercato a riprendersi, anzi. I tassi di occupazione degli immobili sono scesi dall’89,6 all’88%.

Il mercato immobiliare di Singapore è cresciuto del 60% tra il 2009 e il 2013, spinto dai tassi di interesse globali e dal quantitative easing delle economie sviluppate dopo la crisi finanziaria.

Nel 2011 però il Governo ha varato l’ABSD, ovvero Additional Buyer’s Stamp Duty, una tassa che penalizzava del 15% gli investitori immobiliari stranieri e i locali con più di una proprietà.

Ha anche istituito il TDSR, cioè il Total Debt Servicing Ratio, con lo scopo di assicurarsi che gli acquirenti non si indebitassero per più del 60% del reddito disponibile.

La prevenzione della speculazione dunque continua a Singapore, ma potrebbe rappresentare anche l’inizio di una brusca discesa.

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