Australia: dal boom allo sboom?

Dal 2008 ad oggi, il mercato immobiliare in Australia ha registrato un vero record nella crescita dei prezzi delle case, nelle principali città. Ma tutto questo tra poco potrebbe finire.

Il mercato immobiliare australiano è stato uno dei best performer indiscussi degli ultimi anni.

Le maggiori città dell’Australia hanno registrato un aumento dell’11,7% nel 2017 rispetto al 2016.

Secondo CoreLogic, nelle principali città i prezzi delle case sono aumentati dell’1,4% su base mensile.

Addirittura Sydney e Melbourne i prezzi sono aumentati del 2,6% e 1,5% a febbraio, portando la crescita annua rispettivamente al 18,4% e al 13,1%.

Questo trend non è nuovo. Già dal gennaio 2008 il trend fortemente rialzista aveva portato il mercato di Sydney ad un aumento vicino al 100% e quello di Melbourne all’88%.

Questa situazione è stata generata da molti fattori, uno dei principali sicuramente è stato il trattamento fiscale favorevole voluto dal partito conservatore, detto “Gearing negativo”, ovvero la possibilità per l’investitore di dedurre gli interessi passivi dei prestiti.

Mentre per l’investitore immobiliare internazionale l’Australia sembra essere un vero paradiso, la situazione preoccupa molto la RBA (Reserve Bank of Australia) e il governo.

Dal canto suo, la Banca Nazionale ha imposto regole più strette sull’erogazione dei finanziamenti, mentre il Governo ha appena varato una legge che potrebbe portare il solo mercato di Melbourne a perdere il 9% in un anno solo nel 2019.

Con il gran numero di case vacanti in Australia, il governo vittoriano ha rivelato i piani per introdurre una nuova tassa sui proprietari che mantengono vacanti i loro immobili per oltre sei mesi.

La tassa entrerà in vigore il 1° Gennaio 2018 e comporta una tassa percentuale sul valore della casa che porterà nelle casse dello Stato (e di conseguenza dalle tasche dei proprietari) circa 84,3 milioni di dollari in quattro anni.

Gli esperti di proprietà ritengono che fino a 300.000 case in Australia siano libere, la maggior parte delle quali sono di proprietà di investitori, la maggioranza provenienti da oltreoceano.

E’ possibile quindi che presto il mercato immobiliare australiano passi da un boom ad un vero e proprio sboom.

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